| Chiesa di Santa Maria Assunta |
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Innanzi tutto va ricordata la Chiesa Parrocchiale, dedicata a S. Maria Assunta, che sorgeva sul piazzale che si apre davanti alla porta settentrionale della rocca e proprio a fronte della torre trecentesca, ma non fu parrocchiale fin dalla sua origine, che rimonta forse alla prima metà del secolo XVI. Sappiamo, infatti, che nel 1316, quando ebbe inizio il distacco della parrocchia di Roccaraso dalla pieve di S. Maria di Cinquemiglia, le funzioni essenziali per la cura delle anime furono assegnate alla Chiesa di S. Ippolito; solo nel 1590 la nuova chiesa sorta in sito più centrale e dominante, ebbe il titolo di parrocchia e nel 1635 di “Ricettizia”.
Ai primi anni del Seicento la Chiesa, attraverso successivi ampliamenti, aveva raggiunto la struttura definitiva, a tre navi separate da colonne in pietra su cui posavano tre arcate a tutto tondo; la copertura delle tre navi era ottenuta con volte a botte di costruzione settecentesca. La chiesa aveva 9 altari nel 1588 e 15 nel 1630, ma alcuni, posticci, furono poi demoliti; ne restarono 11 quasi tutti costruiti nei secoli XVII e XVIII, in marmi policromi intarsiati, opera, quasi certamente, dei raffinati marmorari di Pescocostanzo. Nella chiesa erano raccolte anche pregevoli opere in legno scolpito: il pulpito, addossato ad una colonna della nave maggiore, era di elegante fattura cinquecentesca e mostrava precise affinità con quello della Collegiata di Pescocostanzo; il fonte battesimale era composto di due parti di epoca diversa. I primi danni nelle sue strutture essenziali li subì a causa dei terremoti del 1703 e 1706, finché non fu completamente distrutta durante l’ultima guerra. Ricostruita ex novo fu consacrata con rito solenne nel 1954. L’unica opera della Chiesa, salvata perché nascosta ai tedeschi, è la statua argentea di S. Ippolito, protettore di Roccaraso, pregevole opera di oreficeria napoletana, dono munifico largito nel 1688 dal barone Donato Berardino Angeloni. |
Santa Maria Assunta
